1984 – George Orwell (1948)

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Tutti dovrebbero avere nella propria libreria una copia di 1984!

Prima di dirvi il perché faccio una piccola descrizione (per quei pochi che non ne avessero mai sentito parlare).

Si tratta di un romanzo distopico in cui si immagina un futuro, che a tutti gli effetti il protagonista vive, in cui le regole della società per come la conosciamo oggi non esistono più.

Un “Partito” prende il totale controllo del potere, non esiste nssun tipo i democrazia, tutto viene controllato (gli scritti, le conversazioni, ma anche la storia) e ogni emozione umana viene repressa ancor prima che nasca. Nelle persone vengono cancellati i ricordi, la storia viene modificata per adattarsi al pensiero del Partito, nell’aria si respira odio e terrore.

Ed ora veniamo ai motivi per cui ritengo questo libro geniale:

  1. Nonostante sia stato scritto circa 70 anni fa e racconti un futuro che in realtà per noi è già passato questo libro è attualissimo e molto moderno, molto più di tanti altri romanzi distopici quasi contemporanei (vedi la mia recensione de “Il racconto dell’Ancella“).
  2. Durante il corso della storia il protagonista tenta una sorta di ribellione innamorandosi e vivendo una storia d’amore con una donna. Mentre leggevo questa vicenda mi è subito venuta in mente un’immagine: avete presente quei bellissimi fiori che nascono sulle rocce più spoglie? Ecco… Il loro amore per me era come un fiore delicato sul grigio della roccia che sfida tutto e tutti e nasce, cresce e fiorisce. Mi è piaciuto veramente molto.
  3. Non vi posso raccontare il finale del libro, altrimenti cosa lo leggete a fare, ma vi posso dire che era un attimo buttare tutto all’aria… E invece, pur regalando grande suspense, l’autore rimane fedele fino alla fine alla sua visione e alla strada intrapresa.

A questo punto credo sia abbastanza superfluo dire che il libro mi è piaciuto tantissimo, lo trovo di immenso valore e lo consiglierei a tutti. Se però devo essere onesta un neo lo ho trovato: nella seconda parte mi ha un po’ persa perché credo si sia dilungato troppo nel parlare di teorie politico-economiche.

 

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