4 3 2 1 – Paul Auster (2017)

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Avevo già avuto modo di imbattermi in passato in Paul Auster con “Follie di Brooklyn”. Nulla a che vedere con “4 3 2 1” che è considerata la sua opera di punta (e non è difficile immaginarne il perché) ma che in linea temporale arriva per ultima, dopo tutte le altre.

Va sicuramente premesso che la mole del libro non si può proprio definire democratica perché ad una prima occhiata un tomo di oltre 1000 pagine potrebbe spaventare i lettori inesperti. Magari ingiustamente, perché per quanto mi riguarda in letteratura non vale il detto “nella botte piccola sta il vino buono”, anzi (mi basta pensare a capolavori come “Via col vento”, “Shantaram”, “Il conte di Montecristo” etc)

Detto questo, arriviamo al sodo. Credo che “4 3 2 1” sia uno dei libri più particolari che io abbia mai letto. Non è particolare nel modo in cui può esserlo “Kafka sulla spiaggia” di Murakami, che ti lascia in uno stato di stordimento e incomprensione mista a rassegnazione e stupore. No, assolutamente.

Questo romanzo è particolare nel senso più apprezzabile del termine, perché racconta la vita di Ferguson, un bambino qualunque, e lo fa con uno stile semplice e scorrevole. Ma l’autore non si limita a raccontarci una storia: ce ne racconta quattro immaginando appunto quattro destini diversi per il piccolo Ferguson. Nella pratica questo si traduce in 4 versioni diverse dello stesso capitolo, ovvero: 1.1, 1.2, 1.3, 1.4, 2.1…e così via. Da qui anche la scelta del titolo. Quindi, tutti i capitoli .1 raccontano la prima storia, .2 la seconda e avanti cosi.

La prima cosa che viene da pensare è: che casino! Ni. Si, perché devo ammettere che ci sono stati dei momenti in cui dovevo fare mente locale per capire in che punto mi trovassi e di quale Furguson stessi leggendo. No, perché la maestria dell’autore è tale per cui alla fine tutte le storie, seppur diverse, si fondono diventando una storia unica. Questo grazie anche a personaggi e luoghi di riferimento presenti in tutte e quattro le versioni, anche se con ruoli e significati diversi.

La costruzione del libro è totalmente ben riuscita e per quanto riguarda la mia esperienza unica. E’ bellissimo anche il messaggio di fondo che sta alla base di questa scelta: le vite di ognuno di noi non sono altro che il risultato di una serie infinita di casualità e scelte. Basta solo prendere un strada diversa ad uno dei tanti incroci perché tutto cambi. Allo stesso modo anche le decisioni delle persone che ci stanno vicine possono influenzare chi siamo e chi diventeremo.

Un’intreccio continuo, complicato ed inesorabile.

 

 

 

 

 

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