Non è un paese per vecchi – Cormac McCarthy (2005)

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Su questo romanzo onestamente non ho molto da dire, e già questo non è un buon segno…

Faccio una premessa: il fatto che con questo titolo sia molto più famoso il film che non il libro da cui è stato tratto può avermi creato un pregiudizio (ma forse anche no). Nulla contro i film, sia chiaro… ma se penso a Suite francese per me è e sarà sempre un bellissimo libro della Némirovsky, così come per Il velo dipinto, Via col vento, Orgoglio e Pregiudizio o altri grandi romanzi da cui sono stati tratti film. Di questo libro onestamente non posso dire lo stesso, e partiamo male.

Il mio problema non sta nella trama – che anzi credo sia intrigante e avvincente, ma forse poco sviluppata – ne tanto meno con i personaggi – anche se ogni tanto arrivano dal nulla e spariscono nel nulla con nessuna rilevanza se non quella di uccidere qualcuno o farsi uccidere.

Quello che non mi è piaciuto è come mi viene raccontata la storia.

Mi spiego meglio: ho trovato più che un romanzo una sceneggiatura. L’autore descrive con minuzia i movimenti dei personaggi (es.: prende la pistola, toglie la sicura, fa scorrere il dito sull’impugnatura), e questo devo dire aiuta a creare una sorta di tensione intorno alla scena, ma tralascia quasi totalmente di raccontarci quello che ci sta intorno. Si sofferma poco a descrivere gli ambienti e i personaggi, che in particolare rimangono molto vaghi ed enigmatici.

Ho trovato una bella sceneggiatura e non un bel romanzo appunto perché mi è mancata tutta quella parte descrittiva che mi permette di entrare e immedesimarmi nei luoghi, nelle azioni quotidiane… Quel qualcosa che mi fa vedere senza vedere, ecco.

A onor del vero devo  però ammettere che ho trovato molto bella la voce narrante che introduce ogni capitolo. Bellissima: carica della saggezza dell’uomo vissuto che ha visto molti tramonti e molta polvere, senza però indurirsi del tutto.

Ecco, mentre leggevo quelle parti mi vedevo davanti un uomo con gli  stivali ed il cappello da cowboy, seduto al tramonto nella veranda di una casa in una strada arida e polverosa. Le rughe gli segnano il volto e i ricordi gli velano lo sguardo… Si, però queste cose mica devo dirle io caro Cormac!

 

 

 

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