Quel che affidiamo al vento – Laura Imai Messina (2020)

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Fresco fresco di uscita leggo questo libro che mi è stato prestato da un amico, che mi da un feedback decisamente positivo.

Dico subito che mi fa strano leggere un libro ambientato in Giappone scritto da un’autrice che di cognome fa Messina – nessun pregiudizio, solo un po’ di confusione geografica.

Prima di cominciare a leggerlo mi chiedo: cosa mi aspetto di leggere? Io ho un rapporto di amore e odio con gli autori giapponesi. Amore perchè mi fanno scoprire una cultura e uno stile di vita molto diverso dal mio. Odio perchè spesso e volentieri hanno un che di onirico, una dimensione aura, che mi allontana troppo dalla realtà.

Su questo ultimo aspetto posso dire che il libro non mi ha delusa, e raccontando in breve la trama capirete subito il perchè.

La storia racconta di una cabina telefonica posta su di un monte a seguito di uno tsunami, dove i cari delle vittime si recano per parlare con loro.. Uno sorte di telefono con l’aldilà.

Non mi dilungo troppo sulla trama perchè in fin dei conti l’essenziale è già stato detto…

Quindi andiamo dritti al punto. Inizialmente mi ha dato un’impatto molto positivo perchè parte raccontando il disastro dello tsunami, le vittime, la paura, gli sfollati… Non argomenti facili ma raccontati bene. Un po’ mi ha ricordato “Vite che non sono la mia” di Carrére.

Andando avanti con la lettura però è arrivato ad annoiarmi, e nonostante sia un libro di circa 250 pagine ho impiegato molto tempo per leggerlo. Ho capito il perchè solo alla fine.

Mi ha annoiata perchè la storia e i personaggi che l’autrice mi racconta sono bidimensionali: non approfondisce nessun aspetto della vita, neanche accennando, che non sia legato alla perdita e al lutto. Quello che più mi ha lasciata interdetta è che, nel corso del libro, i due protagonisti si “innamorano” e si sposano. Eppure non c’è amore nel libro, non viene raccontata la tenerezza che nasce anche dopo un grave lutto, semplicemente mi viene detto che i protagonisti si sposano senza che si siano nemmeno, per assurdo, baciati.

Quindi la sensazione che mi ha lasciato è di avermi raccontato solo una parte della storia.

Non lo stronco totalmente, ma secondo me ci sono libri che parlano di temi simili che hanno un valore letterario nettamente superiore.

 

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