Un’eterna domenica – Robert Lukins (2019)

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Questo libro l’ho letto perché attirata dal titolo: chi non ama la domenica?

In realtà però mi è ben presto stato chiaro, almeno per come ho inteso io il senso del libro, che qui “domenica” non ha il significato di un giorno di festa in cui fare una gita fuori porta, ma bensì assume un’eccezione un po’ più negativa: la nullafacenza.

Si, la nullafacenza di questi ragazzi che vivono nella “Casa”, un’istituto immerso nelle campagne fuori Londra, a metà tra una prigione, un collegio e uno scuola. Sono tutti ragazzi dal temperamento violento, ognuno di loro ha fatto qualcosa che li ha fatti spedire li dalle loro famiglie, la famosa goccia che fa traboccare il vaso…

La trama di per sé è molto semplice: questi ragazzi vivono tutti sotto lo stesso tetto e sono alle prese con le dinamiche dell’amicizia, della solitudine, dell’abbandono, del rifiuto ma anche del mutuo sostegno.

Cosa fanno tutto il giorno? Quasi nulla. Appunto, un’eterna domenica.

Sono ragazzi instabili, micce accese riunite tutte assieme e costrette a rintanarsi per proteggersi da un’eccezionale ondata di gelo, e la situazione non può che degenerare di conseguenza. Sia per loro che per i pochi adulti che vivono nella “Casa”.

Il libro non è male, ma trovo un unico difetto che di conseguenza spiega anche tutti gli altri: il romanzo è abbastanza breve e non mi ha fatto conoscere i personaggi e le loro storie. Mi è rimasta molta curiosità, della maggior parte di loro non so assolutamente nulla, sono perfetti sconsciuti. Questo a mio avviso incide in modo significativo sulla comprensione del loro punto di vista e della loro psicologia, e quindi di conseguenza sugli avvenimenti.

 

 

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